Ambasciata della Repubblica di Moldova nella Repubblica Italiana

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Immigrazione: vicepremier moldavo incontra le Acli

A Roma in visita ufficiale

Roma, 23 novembre 2009 – Nella giornata di oggi, lunedì 23 novembre, alle ore 13.30, il ministro degli esteri moldavo e vicepremier Iurie Leanca, in visita ufficiale in Italia, incontra le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, nella sede nazionale in via Marcora 18, a Roma. Assente il presidente delle Acli Andrea Olivero, impegnato in una missione associativa in America Latina, ad accogliere il vicepremier moldavo ci sarà il vicepresidente nazionale vicario e presidente del Patronato Acli Michele Rizzi.

Parteciperanno all’incontro l’ambasciatore moldavo in Italia,Gheorghe Rusnac, e l’ambasciatore italiano in Moldavia Stefano De Leo.

L'incontro vuole essere l'occasione per far conoscere più da vicino la realtà del sistema Acli e intraprendere i primi passi per una cooperazione volta a raggiungere obiettivi comuni.

La comunità moldava in Italia è tra le più numerose: 90mila i cittadini moldavi che risiedono regolarmente nel nostro Paese secondo l’ultimo Dossier statistico Caritas. Il 66% sono donne, impegnate soprattutto nel lavoro di cura e di collaborazione nelle famiglie italiane. Per la regolarizzazione dello scorso settembre, secondo i dati del ministero dell’Interno, 25.558 domande, l’8,68% del totale, riguardavano lavoratrici di nazionalità moldava (la terza comunità tra quelle per cui è stata richiesta la regolarizzazione).

Le Acli hanno potuto incontrare e assistere i cittadini moldavi presenti in Italia in diversi ambiti della loro attività, con le strutture, i circoli e i servizi presenti sul territorio.

Ma l’impegno dell’Associazione è rivolto anche al Paese di origine. Il Patronato Acli sta infatti portando a compimento la procedura per una propria presenza stabile a Chisinau, capitale della Repubblica di Moldavia, per accompagnare i cittadini moldavi nelle problematiche relative alla loro migrazione verso l'Italia ed assistere quanti, dopo l'esperienza lavorativa in Italia, fanno rientro nel proprio Paese ma hanno ancora diritti da esigere in Italia, come quelli previdenziali.

In prospettiva, le Acli potrebbero mettere a disposizione in Moldavia la loro esperienza e le competenze maturate nella realizzazione di progetti di democrazia sociale, "partecipativa", nella progettazione di strutture intermedie di privato sociale, nella costruzione di percorsi di europeizzazione.